BENEDIZIONE del 5 OTTOBRE 2002, PRIMO SABATO DEL MESE
Al Prado Nuevo di EL ESCORIAL (Madrid)
La Santissima Vergine: Vengo a dare una benedizione per tutte le famiglie che accorrono in questo luogo, per proteggerle dal nemico.
Sollevate tutti gli oggetti. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti gli oggetti sono stati benedetti con benedizioni speciali per le famiglie.
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Messaggio del 25 settembre 1981
(Estasi di Luz Amparo alla presenza di varie persone)
Parla il Signore:
"Figlia mia, annuncia che Io sono come il Padre del figlio prodigo: chiunque venga a Me sarà salvo, Io vi sto aspettando a braccia aperte. Sono molto triste. Dì loro che le trombe stanno per suonare. Povero colui che non sarà pronto quando udrà questi suoni!
Dal 1983 aumenteranno i castighi: vi saranno dei grandi terremoti; grandi siccità, malattie che causeranno la morte. Pregate, figli miei, e mettetevi in pace con Dio; con la preghiera si può placare la giusta ira divina di Dio Padre. Tu, figlia mia, dovrai soffrire molto, ma anche Io ho sofferto per voi tutti. È importante soffrire; soffrendo si raggiunge il Regno di Dio. Dì anche tu quello che Io dicevo: "Padre, si faccia la Tua volontà, e non la Mia". La volontà del Padre mio era che Io dovevo versare sino all'ultima goccia del mio Sangue, ed Io l’ho versato per tutti voi.
La terza dimora si chiamerà Betlemme. Prima di giungere a questa dimora, è necessario prendere la Croce, anche se sarà pesante; Io vi aiuterò a portarla. Figlia mia, non ci deludere, lotta contro il nemico. Io sono l'Alfa e l'Omega, chi crede in Me otterrà il Regno dei Cieli. Porto una Croce sulle spalle, perché Dio Padre riversi la Sua Misericordia divina su tutta l'Umanità.
(Qui il Signore indica ad Amparo una data...)
Ti ripeto, dillo a tutti che vengano a Me, dillo che Io sono come il padre del figlio prodigo. Soffri, figlia mia. Addio, porta a compimento la missione che ti ho affidato.
COMMENTO
In questo messaggio, il Signore si presenta come "il padre del figlio prodigo", che ci ricorda la nota parabola del Vangelo: "Annuncia, figlia mia, - dice a Luz Amparo - che Io sono come il padre del figlio prodigo, annuncia che tutti coloro che vengono a Me saranno salvati, Io li sto aspettando a braccia aperte." Quanto è grande l’amore di Dio! Ci viene incontro nel cammino della vita, per abbracciarci e stringerci al Suo Cuore, che è una sorgente di Misericordia. Ma l’uomo, inoltratosi nel peccato, si allontana dal suo Salvatore, facendosi sordo e cieco alla Sua chiamata alla conversione. Solo quando si trova a pronunciare le parole del giovane della parabola: Padre, ho peccato!, solo allora, riacquista l’amicizia con Dio; allora, il perdono divino trabocca senza misura, poiché Egli perdona tutte le nostre colpe e guarisce tutte le nostre malattie. Se il figlio che si allontana dalla casa paterna, dilapida l’eredità ricevuta e la sua stessa dignità, il padre sperpera misericordia e amore per lui. Giovanni Paolo II, spiegando questo passaggio evangelico, dice che la parabola normalmente chiamata "del figlio prodigo", dovrebbe invece chiamarsi "del padre misericordioso". Non è strano che il Signore abbia per questo manifestato nel suo messaggio: "Sono molto triste!, poiché Egli non è insensibile al disprezzo dell’uomo peccatore, e attende da lui, dopo che è stato offeso, una richiesta di perdono e uno sguardo di amore e di ringraziamento per i tanti benefici ricevuti.
Continua, e con un linguaggio biblico annuncia: "Dì loro che le trombe sono sul punto di suonare. Povero colui che non sarà pronto quando udrà questi suoni!"
La tromba, nella Sacra Scrittura, ha diversi significati. Nel libro del Levitico ha un tono di festa: "Nel settimo mese, il primo giorno del mese, sarà per voi riposo assoluto, una proclamazione fatta a suon di tromba, una santa convocazione." (Lev 23,24); nello stesso modo viene utilizzata per annunciare l’anno del Giubileo: "Allora, al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno della Espiazione farete squillare la tromba su tutta la vostra terra." (Lev 25,9) Come annuncio di una teofania (o manifestazione di Dio), vengono suonate in Esodo 19,16-17: "Al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba (...) Allora Mosé fece uscire il popolo dall’accampamento per andare incontro a Dio."San Paolo la riporta come segno della venuta di Cristo: "Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dl cielo." (1Tes 4, 16). Molte volte, il suo nome proclama la maestà di Yhavé e risuona come annuncio di calamità, quando si nominano le sette trombe dell’Apocalisse (Ap 8, 9 e 11).
Il Messaggio pare proprio che parli in questo senso, poiché, senza fare riferimento al suono delle trombe, così annuncia: "Ci saranno grandi terremoti, grandi siccità, malattie che causeranno la morte", e indica i rimedi soprannaturali per affrontare tali prove: "Pregate, figli miei, rimettetevi a Dio; con la preghiera si può calmare la giusta e divina collera di Dio Padre."
Fa risaltare, il Signore, il valore della sofferenza; anche Egli ha sofferto per noi, per questo ci invita ad accettare la nostra sofferenza come mezzo per raggiungere la Gloria: "È importante soffrire; soffrendo si raggiunge il Regno di Dio. Dì anche tu quello che Io dicevo: Padre, sia fatta la Tua volontà e non la mia". Questo mistero accompagna la vita di ogni essere umano; ma Cristo ha fatto di questo mistero il fondamento per raggiungere il bene definitivo: la salvezza eterna. Egli stesso con tutte le Sue pene ha vinto l’artefice del male: Satana, che lotta per la perdita definitiva dell’uomo. Davanti al fratello o alla sorella che soffrono, Cristo apre e dispiega gradualmente gli orizzonti del Regno di Dio, di un mondo convertito al Creatore, di un mondo liberato dal peccato, che si sta edificando con il potere salvifico dell’amore. (Giovanni Paolo II, "Salvifici doloris", 26).
Il Messaggio continua e fa riferimento a una misteriosa dimora: "La terza dimora si chiamerà Betlemme"; e per ottenerla, la associa alla croce che si deve accettare, "anche se sarà pesante; Io vi aiuterò a portarla." Chiede a Luz Amparo che non lo privi della sua offerta e termina con una serie di frasi colme di bellezza e di consolazione: "Io sono l’Alfa e l’Omega, colui che crede in Me otterrà il Regno dei Cieli. Porto una croce sulle spalle, affinché Dio Padre riversi la Sua divina Misericordia su tutta l’Umanità (...). Ti ripeto: dì a tutti che vengano a Me, Io sono come il padre del figlio prodigo."
"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò" ci dice ancora il Signore nel Vangelo (Matteo 11, 28), aprendoci così la porta del Suo Cuore, perché ci rifugiamo in Lui e in Lui possiamo riposare e accogliere le Sua infinita Misericordia. In cambio, gli uomini si allontanano, ogni volta di più, dal cammino che conduce alla vita eterna, e non si lasciano commuovere nel contemplare la Passione di Cristo. Proprio per questo, per ammonirci di questa grave omissione, la Vergine venne a manifestarsi al Prado Nuevo; non dimentichiamoci allora delle sue prime parole che pronunciò sopra il frassino: "Si venga da tutte le parti del mondo a meditare la Passione di mio Figlio, che è completamente dimenticata." (14 giugno 1981).
"Fate apostolato in tutte le parti del mondo,
figli miei, diffondete i messaggi!
Quanti disdegnano i miei messaggi!
Portateli in tutti gli angoli della terra!"
(La Santissima Vergine, 1-10-1983)